Luisella Curcio
L’entità nella SEO è un fattore che determina la trasformazione della SERP, la ricerca e il contesto ed è parte attiva di tanti altri fenomeni di cui parleremo nel corso della lettura.
Cos’è un’entità
L’entità è un dato: può essere una persona, un luogo, un prodotto, un’idea un brand. L’entità contiene dati relativi e dialoga con essi. Nell’immagine l’entità “Leonardo Da Vinci” e come dialoga con il resto.
Le entità diventano sempre più centrali nelle SERP e nella strategia SEO a mano a mano che Google diventa sempre più capace di comprendere gli intenti di ricerca e di soddisfare gli utenti nella ricerca.
Ecco come le entità aiutano i tuoi contenuti:
- forniscono preziose informazioni di contesto
- aiutano Google a capire cosa è importante
rafforzano la strategia di internal linking - migliorano la content strategy
- migliorano la struttura del sito web
- migliorano la comprensione dei contenuti con i dati strutturati
- forniscono la traiettoria di ciò che cerca l’utente (customer journey)
Errori da evitare con le entità
La ridondanza
Se è vero che i collegamenti fra le entità diverse e le implementazioni a silos, migliorano l’architettura SEO del sito web, se le entità diverse corrispondono alla stessa SERP, si rischiano cannibalizzazioni.
Come fare per verificare la cannibalizzazione dell’intento di ricerca?
Verifica le due SERP dei due differenti intenti: se coincidono i risultati di ricerca e le funzionalità, non devi creare contenuti differenti per i due intenti: puoi sceglierne uno, oppure puoi usarli entrambi per un solo contenuto.
Implementazione dei dati strutturati approssimativa
Evita di implementare i dati strutturati in modo vago e approssimativo.
Una ricetta di cucina deve essere implementata con il dato strutturato “recipe”, allo stesso modo non implementare il dato strutturato “recipe” nella categoria delle ricette.
Le entità nella SEO sono molto importanti, migliorano la strategia, forniscono preziose linee guida per strutturare una strategia. Allo stesso modo hanno bisogno di essere implementate bene e con i dovuti accorgimenti per non compromettere tutta la strategia SEO.
Cannibalizzazioni
Confronta SERP differenti per intenti di ricerca diversi e scopri se coincidono i risultati. A volte implementarle in modo approssimativo può essere controproducente. Quando due intenti diversi occupano gli stessi risultati in SERP vuol dire che Google li interpreta allo stesso modo.
Thin Content Semantico
Identificare l’entità principale senza sviluppare le entità correlate correlate crea un testo superficiale. Se l’algoritmo non trova i concetti secondari che logicamente definiscono quell’argomento, riterrà il contenuto di scarso valore. Non limitarti a ripetere il nome dell’entità principale: mappa i concetti satelliti necessari per esaurire l’intento di ricerca. Se parli dell’entità “Bonus Edilizi”, devi inserire entità correlate come “Agenzia delle Entrate”, “detrazione fiscale”, “visto di conformità” e “ristrutturazione”.
Anchor text generici nei collegamenti
I link interni sono le sinapsi che collegano le entità all’interno del sito web. Usare testi ancora vaghi interrompe la trasmissione del contesto semantico da una pagina all’altra, impedendo a Google di mappare le relazioni. Elimina le formule come “clicca qui” o “scopri di più”. L’anchor text deve coincidere con il nome dell’entità target o contenere una specificazione chiara del concetto descritto nella pagina di destinazione, trasferendo così il corretto valore semantico.
Mancato aggiornamento
Le entità non sono immobili: i brand cambiano nome, i prodotti si evolvono e le normative cambiano. Mantenere nel sito riferimenti a entità obsolete o scollegate dalla realtà attuale del Knowledge Graph crea un disallineamento informativo. Monitora i cambiamenti dei concetti chiave del tuo settore: quando un’entità subisce una variazione (ad esempio un rebranding societario), aggiorna i testi e i dati strutturati per riflettere la nuova configurazione, aiutando Google a mantenere l’associazione corretta.




