GEO e SEO: la guida pratica per farsi citare dall'AI

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Luisella Curcio

Sono Luisella Curcio SEO Specialist e "complice di imprese online" dal 2015. "La SEO in un caffè" è il mio podcast dedicato a SEO e AI. Sono speaker e ho una newsletter su Substack. Iscriviti e teniamoci in contatto.

L’avvento dei motori generativi AI come ChatGPT, Perplexity o le AI Overviews ha cambiato l’interfaccia con cui gli utenti consumano le informazioni.

Per far fronte a questa nuova esigenza è nata la GEO, Generative Engine Optimization: un insieme di strategie e tecniche digitali utilizzate per ottimizzare la visibilità dei siti web con l’obiettivo che questi vengano citati come fonte ufficiale dai motori di ricerca generativi e dalle intelligenze artificiali. Per approfondire l’argomento ti rimando all’articolo: Generative engine optimization (GEO): How to win AI mentions

Mentre la SEO si concentra sul posizionare un link blu tra i primi risultati di Google per generare click, la GEO si concentra sul far comprendere e digerire il testo ai modelli linguistici LLM con l’obiettivo che il nome del brand, prodotto o servizio venga integrato all’interno della risposta testuale generata dall’AI. 

La SEO si posiziona come il garante della presenza digitale, coordinando e presiedendo ogni singolo aspetto dell’impronta informazionale di un brand: dalla struttura tecnica dei dati alla qualità dell’architettura informativa, fino alla reputazione complessiva.

Fare GEO significa applicare la SEO con ancora più disciplina: definire i dati con precisione, eliminare le ambiguità e costruire un’infrastruttura informativa solida. Questo lo spiega chiaramente Danny Sullivan nell’articolo Good GEO is good SEO.

La SEO non è un’alternativa, ma il risultato naturale di una strategia digitale e di marketing , capace di rendere le entità di un brand chiare, univoche e facilmente estraibili e di governare la presenza digitale complessiva di un brand.

Nel corso dell’articolo tratterò:

  • la differenza fra SEO e GEO
  • soluzioni e metodi per farsi citare in AI
  • come diagnosticare il calo del traffico al tempo dell’AI
  • un piano di azione SEO e GEO
Non sempre quando un articolo, una pagina o una risorsa online perdono traffico è colpa dell’intelligenza artificiale. Comprenderne la causa e avere un piano di azione è molto importante per contrastare la perdita di traffico della risorsa web.
La GEO è arrivata e dotarsi di soluzioni per aumentare le brand mention  è indispensabile. Come avrai capito non amo parlare della differenza fra SEO e GEO ma affrontiamo la differenza nel raggiungimento degli obiettivi.

Per tanto tempo ho affrontato poco l’argomento GEO nella pagine di questo blog: una ricerca su tipologie di ricerche AI e classificazione degli intenti è disponibile al link SEO e intelligenza artificiale: guida con risorse e ricerca.
 
La ricerca è stata svolta insieme a Valerio Cusinato. Ho scritto poco sul tema, anche se ne ho parlato molto anche nel podcast La SEO in un caffè, un podcast a tema che affronta la trasformazione che l’AI ci impone a partire dalla SEO. Per il momento mi fermo qui.
 

Buona lettura!

La differenza tra SEO e GEO 

Non esistono contrapposizioni o differenze lampanti tra GEO e SEO, il modo corretto di interpretare il rapporto è vederne la continuità, a mio avviso.

È da tanto tempo, probabilmente sin dalla nascita che la SEO è la trasposizione di una strategia di marketing ben articolata sui motori di ricerca che analizza tutti i dettagli di un progetto fino a trovare la leva che fa la reale differenza e amplificare il valore aggiunto e la voce del brand.

Ad ogni modo dobbiamo trovare e sottolineare le differenza fra GEO e SEO in vista dell’AI e quindi eccomi qui. Iniziamo dalle basi e dalle differenze che distinguono queste due strategie, tenendo però conto quanto ho già scritto: che la GEO è la naturale prosecuzione della SEO ben fatta.

La SEO tradizionale si è concentra sulla visibilità nelle SERP per generare il click dell’utente verso il sito, la GEO estende questo obiettivo rendendo i contenuti idonei a essere riassunti e citati direttamente all’interno delle risposte sintetiche.

Il motore sottostante è lo stesso però: la fiducia dell’algoritmo nei confronti della fonte. Senza una governance SEO che supervisioni il sito, le entità che lo governano, la sicurezza, o dati e la struttura logica, l’AI non prende in considerazione i testi per sintetizzarli.

Attraverso la governance SEO, le metriche classiche come  posizionamento, traffico organico, indicizzazione, si integrano con i nuovi indicatori della GEO come la frequenza di citazione, la presenza nei riassunti delle AI, l’accuratezza dei dati e delle entitià dichiarate del brand.

È la SEO che presiede a questo equilibrio, impedendo che l’azienda perda terreno nei canali di ricerca tradizionali mentre si attrezza per le interfacce conversazionali. 

Se sei interessato a come migliorare la SEO del tuo progetto e il posizionamento del tuo sito web e del tuo brand ecco la mia guida di strategia SEO.

Differenza fra SEO e GEO

SEOGEO
Si concentra sulla visibilità del brand e delle parole chiave e degli intenti di ricerca con i fine di posizionarli per intercettare la buyer personaSi concentra sul far comparire il brand in AIO overview e nelle ricerche degli LLM. Obiettvo aumentare citazioni e menzioni.
I fattori chiave: parole chiave, backlink, velocità del sito,chiarezza delle entità, sviluppo della presenza digitale del brand Struttura logica del testo, chiarezza delle entità, dati verificabili
Come funziona: l'utente riceve l'informazione in SERP attraverso un elenco di siti e deve cliccare sopra il sito per ottenere quello che cerca.Come funziona: l'utente legge una risposta sintetica e completa creata dall'AI e spesso non visita ilsito di origine.
Metrica principale: posizione in classifica, CTR, volume di traffico al sitoMenzioni del brand, citazioni dirette nel testo generato dagli LLM

Checklist GEO per contenuti a prova di LLM

I motori di risposta basati sull’Intelligenza Artificiale mappano la conoscenza tramite grafi di concetti (Knowledge Graphs) e spazi vettoriali.

Per far sì che l’IA citi il tuo brand come soluzione autorevole, non basta nominarlo: occorre costruire co-occorrenze semantiche stabili e deterministiche.

Questa guida operativa condensa le regole chiave e i modelli strutturali per ottimizzare i contenuti per la nuova era della ricerca generativa.

 Co-Occorrenze Semantiche: scopri come gli LLM vettorializzano il testo e perché la vicinanza tra brand, problemi ed entità è la chiave per essere citati.

Mappatura preventiva delle entità core: il framework in 4 punti  per definire l’identità informativa del marchio prima della stesura.

Architettura e gerarchia del testo: come strutturare incipit, H2 azionabili e blocchi di testo a prova di crawler di IA.

Presentazione del brand: la formula da applicare (Problema → Causa Radice → Azione del Brand → Risultato) eliminando la “fuffa” promozionale a favore di verbi d’azione deterministici.

Sezione FAQ (AEO): le regole di sintassi, punteggiatura e assertività per conquistare le risposte dirette dei motori generativi.

Scheda di validazione: una griglia pratica stampabile con domande di controllo e linee guida per revisionare a penna ogni testo prima della pubblicazione.

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Come farsi citare in AI

Oltre a curare bene la SEO, è bene lavorare per consentire ai motori generativi di riconoscere e citare un brand. È necessario dotarsi di una roadmap ben strutturata che funzioni nel tempo. Ecco cosa aggiungere al nostro piano di azione SEO.

  • Dati strutturati

La prima soluzione da adottare è la gestione avanzata dei dati strutturati: la SEO deve fare da garante affinché ogni entità, azienda, prodotti, servizi, autori,  o FAQ sia etichettata con un linguaggio macchina inequivocabile.

Questa schedatura fatta attraverso i dati strutturati, fornisce agli LLM le coordinate semantiche esatte per interpretare chi siamo e cosa offriamo senza compiere errori di attribuzione o creare allucinazioni.

  • Autorevolezza del brand e EEAT

Molto importante è l’autorevolezza del brand E-E-A-T e la coerenza dei dati sul web. Gli algoritmi generativi verificano la veridicità di un’informazione incrociando fonti esterne. A dimostrarlo è lo studio scientifico della Princeton University (GEO: Generative Engine Optimization), che ha evidenziato come l’uso di dati statistici originali e citazioni da fonti terze aumenti la visibilità nei motori generativi fino al 40%.”

La SEO interviene coordinando la presenza del brand su directory, profili ufficiali, portali di settore e comunicati stampa, assicurando che non vi siano discrepanze nei dati istituzionali, nelle descrizioni dei prodotti o nelle competenze dichiarate.

Una narrazione frammentata o contraddittoria allontana l’AI mentre una presenza uniforme e confermata da terzi autorevoli la attira.

Sul piano editoriale, la SEO guida la ristrutturazione dei contenuti in chiave informativa ad alto valore.

Non è il momento di produrre testi generici solo per intercettare keyword a basso intento, la SEO presiede alla creazione di approfondimenti verticali, organizzati con architetture trasparenti.

  • Gerarchia, elenchi analitici, tabelle comparative e risposte sintetiche posizionate all’inizio dei paragrafi.

Questo formato facilita il lavoro di estrazione dell’AI, che individua nel nostro contenuto la risposta più pulita, completa e affidabile da restituire all’utente.

È così che la SEO, agendo da vera cabina di regia, trasforma ogni asset digitale dell’azienda nella fonte primaria e insostituibile che i motori generativi scelgono di citare.

Aggiornare la data di un articolo o aggiungere qualche centinaio di parole generiche non basta per recuperare il traffico perso. Le risposte sintetiche dell’intelligenza artificiale (Google AI Overviews, ChatGPT, Perplexity) soddisfano gli utenti direttamente nelle pagine di ricerca, portando oltre il 68% delle query a concludersi senza un singolo clic verso i siti web.

Per resistere a questa trasformazione e difendere la propria visibilità, non basta più rincorrere le parole chiave tradizionali. Occorre combinare quattro livelli di intervento: diagnosticare con precisione la causa del calo delle pagine, creare strumenti pratici che l’IA non può sostituire, ottimizzare per la Generative Engine Optimization (GEO) e dimostrare un E-E-A-T inattaccabile.

 

Diagnosticare il calo del traffico al tempo dell’AI

Quando i clic diminuiscono, la reazione impulsiva è riscrivere subito il testo. Un calo dei clic è solo un sintomo: le cause possono essere quattro e ciascuna richiede una soluzione completamente diversa.

Incrociando i dati di Google Search Console (confrontando gli ultimi 6 mesi con un’analisi anno su anno su 3 mesi), è possibile identificare il tipo di problema osservando la variazione combinata di clic, impressioni e posizione media:

Calo dei click

 

Posizione Peggiorata + Impressioni ↓ ────► RANKING DECAY

Se il ranking decade servono contenuti e dati originali

Posizione Stabile/Migliore + Impressioni =/↑ ► ZERO-CLICK CAPTURE

L’AI risponde in SERP: servono tool e GEO

SERP Trasformata (Video/Prodotti/Tabelle) ─► INTENT DRIFT
Cambia il formato della pagina

Posizione Stabile/Migliore + Impressioni ↓ ► DEMAND DECAY
Meno ricerche: consolidare o eliminare il contenuto

Tipologie di decadimento di un contenuto

Segnali nei dati (GSC) Causa reale Azione correttiva

Ranking decay Clic ↓ Impressioni ↓

Posizione peggiorata

Un concorrente ha creato una risorsa migliore, il testo è obsoleto o ci sono problemi di cannibalizzazione.

Soluzione: integra dati proprietari, test diretti, spunti unici e unificare eventuali URL sovrapposti.

Zero-click capture Clic ↓ Impressioni = / ↑ Posizione = / ↑

La pagina si posiziona bene, ma gli AI Overviews o gli snippet rispondono direttamente in SERP.

Soluzione: trasforma la pagina in un tool interattivo o diventare la fonte primaria citata dall’IA.

Intent drift 
Clic ↓ Posizione = / variabile

SERP trasformata

Google predilige ora formati diversi per quella query: video, tabelle comparative, schede e-commerce.

Soluzione: riadatta la struttura del contenuto al nuovo formato premiato dalla SERP, mantenendo lo stesso URL.

Demand decay (Calo della domanda) Clic ↓ Impressioni Posizione = / ↑

L’interesse generale per l’argomento è diminuito o gli utenti cercano altrove (social, YouTube, Reddit).

Consolidamento o pruning: reindirizzare verso una pagina più ampia, spostare la presenza sulle nuove piattaforme o eliminare la pagina.

Prima di intervenire, verifica che il calo non sia avvenuto subito dopo una tua modifica recente. In tal caso, ripristina la versione precedente prima di effettuare nuovi interventi.

Piano di azione SEO e GEO

La strategia dei tool gratuiti

 

Il modo più rapido per proteggersi dai risultati zero-click è offrire un’esperienza operativa che un testo generato non potrà mai sostituire: uno strumento di lavoro interattivo. L’IA può spiegare la teoria dietro un calcolo o una conversione, ma non può eseguire l’operazione al posto dell’utente o generare un file pronto.

Invece di scrivere guide puramente informative è consigliabile puntare su quattro tipologie di risorse pratiche:

  • Calcolatori

Ricevono dati in ingresso e restituiscono un valore immediato (es. calcolatore di margine di profitto, calcolatore di stipendio netto).

  • Convertitori

 Trasformano formati o valori da un sistema a un altro (es. da PDF a Word, da ore decimali a orario militare).

  • Generatori

Creano risorse personalizzate a partire da un clic o da parametri scelti dall’utente (es. generatore di firme e-mail, creatore di palette di colori).

  • Template

Modelli scaricabili, fogli di calcolo o contratti pronti da riempire (es. contratti per freelance, preventivi edili in Excel).

Come realizzare un tool con l’IA 

Individua la richiesta: cercare schemi di ricerca del tipo [nicchia] + calcolatore o da [formato] a [formato].

Scegli keyword a bassa difficoltà: selezionare query con Keyword Difficulty (KD) contenuta ma con chiara intenzione d’uso.

Verifica la SERP: osserva se i primi risultati siano strumenti interattivi e non articoli testuali come in questo caso.

Genera il codice: chiedei a un modello di IA di scrivere il codice HTML e JavaScript del tool, aggiungendo un blocco di FAQ in fondo alla pagina per posizionare il contenuto sulle ricerche correlate.

Pubblica su un URL dedicato: caricare la risorsa su un indirizzo pulito (es. /tools/calcolatore-margine/) curando la velocità da dispositivo mobile.

Generative Engine Optimization (GEO) 

Come farsi citare dalle IA

 

I modelli linguistici  e i motori di ricerca generativi non scansionano le pagine come i vecchi web crawler: estraggono informazioni, valutano l’autorevolezza dell’entità e sintetizzano frammenti di testo.

Per far sì che ChatGPT, Perplexity e Google AI Overviews citino e raccomandino il tuo sito come fonte autorevole, occorre applicare le regole della Generative Engine Optimization (GEO).

Risposta diretta al primo paragrafo “Answer-First”

 

Gli algoritmi di recupero delle informazioni (RAG) analizzano il testo a blocchi.

Ogni sezione contrassegnata da un titolo deve iniziare con una risposta sintetica, chiara e autosufficiente entro le prime due frasi.

Il modello può estrarre direttamente il blocco come citazione o snippet di risposta.

Dati primari, citazioni e fonti proprietarie

 

I contenuti che riassumono informazioni già presenti altrove vengono ignorati dai motori generativi. 

Studi sui sistemi generativi mostrano che le pagine contenenti statistiche originali, citazioni di esperti e dati numerici unici registrano una visibilità nettamente superiore nelle risposte dell’IA rispetto a testi puramente descrittivi.

Strutturazione semantica e dati strutturati (Schema Markup)

 

L’IA predilige contenuti facili da interpretare e privi di ambiguità.

 Implementa markup come: FAQPage, HowTo, Article e Product per facilitare l’estrazione dei dati.

Formattazione

 

Usa tabelle comparative, elenchi puntati e definizioni evidenziate. I modelli generativi mostrano un’alta propensione a riprendere dati organizzati in formato tabellare.

Forum

 

Gli LLM utilizzano fortemente piattaforme come Reddit, YouTube, Quora e forum di settore per addestrare i propri modelli ed estrarre opinioni reali degli utenti.

Un brand citato spesso nelle conversazioni autentiche degli utenti ha molte più probabilità di comparire nelle raccomandazioni di Perplexity o ChatGPT.

Co-citazioni e menzioni del brand, Digital PR

 

Nei motori generativi, le menzioni del brand hanno un valore enorme, anche quando non contengono un link ipertestuale (unlinked brand mentions). Se il tuo marchio viene citato frequentemente insieme ai tuoi concorrenti o a specifici argomenti di settore su testate autorevoli, l’IA impara ad associare il tuo brand a quella categoria.

 E-E-A-T 

 

Con l’esplosione dei contenuti sintetici prodotti in massa, Google ha intensificato l’applicazione dei segnali E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) per separare chi scrive per sentito dire da chi conosce davvero la materia.

Oggi l’E-E-A-T è il filtro principale usato dagli algoritmi di qualità per scegliere le fonti da citare negli AI Overviews.
Rblog

E-E-A-T 

├─► Experience (Esperienza): “L’ho fatto in prima persona”
│ └─► Screenshot reali, errori commessi, foto di cantiere/ufficio

├─► Expertise (Competenza): “So esattamente di cosa parlo”
│ └─► Bio dettagliate, titoli di studio, certificazioni, terminologia esatta

├─► Authoritativeness (Autorevolezza): “Gli altri mi riconoscono come fonte”
│ └─► Menzioni media, citazioni di terzi, reputazione di nicchia

└─► Trustworthiness (Affidabilità): “Ti puoi fidare di me”
└─► Dati chiari, trasparenza societaria, HTTPS, dati strutturati

Demonstrate Experience 

 

Inserisci elementi non generabili: screenshot originali di dashboard, foto scattate di persona, dati di progetti reali, aneddoti specifici su ostacoli incontrati.

Esprimi valutazioni sul campo: invece di descrivere un concetto in modo neutro, spiegare cosa ha funzionato e cosa è fallito in un test pratico.

Show Expertise 

 

Autore chiaro e verificabile: abolire la firma generica “Redazione” o “Admin”. Ogni contenuto deve avere un autore reale con bio completa, link a LinkedIn e dettaglio su anni di esperienza e ruolo.

Contenuti ad alto approfondimento

 

Evita spiegazioni superficiali; tratta i casi limite (edge cases), gli errori comuni della nicchia e le eccezioni alla regola.

Build Authoritativeness 

 

Menzioni e citazioni esterne:  è importante apparire come ospite in podcast, pubblicare interventi su testate di settore o partecipare come relatore a eventi.

Consolida le entità

 

Utilizza il markup dati strutturati Person per gli autori e Organization per l’azienda, collegando i profili social ufficiali via la proprietà sameAs.

Ensure Trustworthiness 

 

Trasparenza editoriale: dichiara la data di pubblicazione e di ultimo aggiornamento.

Fonti 

 

Inserisci collegamenti esterni verso fonti primarie, documentazioni ufficiali o studi scientifici.

Presenza digitale

 

Pagina “Chi Siamo” dettagliata con foto reali del team, indirizzo fisico, P.IVA e politiche di riservatezza/cookie chiare.

Diversificare i canali

 

Rimanere vincolati esclusivamente al traffico organico dei motori di ricerca significa costruire su un terreno in affitto. La risposta a lungo termine all’era degli update e degli zero-click è la diversificazione dei canali.

E-mail newsletter e canali diretti

 

Trasforma i visitatori della prima ora in iscritti a una newsletter per mantenere un contatto diretto indipendente dagli algoritmi.

Contenuti video e visuali

 

La ricerca tramite video (YouTube, TikTok) copre esigenze che l’IA testuale non può soddisfare nello stesso modo.

Pubblica riflessioni, dati di settore e retroscena su piattaforme come LinkedIn o piattaforme verticali per posizionare gli autori come punti di riferimento.

I siti che mantengono la stabilità e la crescita nell’era dell’IA adottano un metodo di lavoro ben definito

Eseguono diagnosi periodiche su GSC

 

Individuano le cause reali dei cali prima di modificare i testi.

Aggiornano in caso di ranking decay

 

Integrano opinioni di esperti, dati primari ed esperienze dirette per differenziarsi dall’IA.

Sviluppano tool pratici e risorse interattive

 

Intercettano l’utente quando le risposte testuali in SERP non sono sufficienti.

Curano la SEO in funzione della GEO

 

Ottimizzano la struttura del testo, usano dati strutturati e firmano gli articoli con esperti reali per farsi citare dai motori generativi.

Costruiscono un pubblico proprietario: coltivano canali diretti per ridurre la dipendenza dal solo traffico di ricerca.

Dati strutturati e GEO
Oltre ai classici marcatori per il contenuto, l’integrazione dei dati strutturati per la Generative Engine Optimization si concentra sulla validazione delle entità. Il blocco principale deve fare capo a @type: Person per l’autore e @type: Organization per il brand. All’interno dell’autore, l’uso rigoroso della proprietà sameAs verso profili esterni autorevoli (LinkedIn, Crunchbase, Wikipedia, schede accreditati) permette ai modelli linguistici di verificare la reale identità e l’Expertise della persona. Per l’organizzazione, le proprietà knowsAbout e hasOfferCatalog perimetrano il campo semantico di competenza dell’azienda. L’uso della proprietà citation all’interno dei dati di tipo Article consente di dichiarare esplicitamente alle intelligenze artificiali quali documenti ufficiali o studi accademici sono stati utilizzati come fonte primaria, facilitando l’estrazione semantica tramite i sistemi RAG.
Le menzioni in molti casi nei sistemi generativi hanno un peso paragonabile ai link tradizionali. A differenza dei vecchi algoritmi di ricerca basati essenzialmente sui grafi di collegamenti ipertestuali (PageRank), i modelli linguistici (LLM) funzionano tramite rappresentazioni vettoriali e associazioni semantiche all’interno dello spazio dei nodi. Quando un marchio viene citato frequentemente in prossimità di determinati argomenti, problemi tecnici o confronti di categoria all’interno di fonti autorevoli (forum di settore, articoli di notizie, discussioni su Reddit o portali specializzati), l’IA apprende una correlazione diretta tra l’entità-brand e quel preciso ambito tematico. Quando l’utente finale interroga ChatGPT, Perplexity o Google AI Overviews per chiedere un consiglio o una soluzione su quel tema, il modello estrarrà il nome del brand come risposta naturale proprio in virtù di queste co-citazioni esterne, prescindendo dalla presenza o meno di un link cliccabile verso il sito web.
Le risposte errate o le allucinazioni generate dai modelli di intelligenza artificiale sul conto di un’azienda o di un prodotto sono quasi sempre causate da dati frammentati, obsoleti o contraddittori distribuiti sul web. Per risolvere il problema occorre intervenire su tre livelli coordinati: Centralizzazione delle fonti di verità: la scheda informativa del brand (prezzi, specifiche tecniche, storia societaria) deve risultare perfettamente identica e priva di discrepanze tra il sito ufficiale, le schede aziendali, i profili social e le directory di settore. Marcatura semantica univoca: le pagine chiave del sito devono essere provviste di dati strutturati espliciti per impedire ai crawler generativi di interpretare in modo errato le relazioni tra entità, prodotti e servizi. Pubblicazione di documentazione correttiva diretta: per smentire incomprensioni ricorrenti, è utile creare una pagina di documentazione ufficiale o una FAQ istituzionale in cui il problema viene affrontato con la struttura “Errore/Mito vs Realtà dei fatti”, ponendo la risposta corretta entro le prime 20-30 parole. Questa chiarificazione ad alta densità informativa viene facilmente assimilata ed estratta dai sistemi RAG durante le successive scansioni.