Tagliare i rami secchi  quasi sempre migliora le cose. Questo succede anche al lavoro. Quando parliamo di seo, ad esempio, pensiamo sempre a qualcosa da aggiungere come nuovi contenuti da scrivere, categorie e tag da creare, architettura del sito da rivedere… Questa volta però faremo un percorso inverso, parleremo dell’arte di levare che migliora la seo.

Noindex  e follow tag, ovvero l’arte di togliere.

noindex e follow tag

Il Tag noindex

Fa parte del meta tag robots e quando inserito comunica a Google la volontà di non far comparire la risorsa nel web. Se usato in modo corretto farà in modo che Google leggerà i contenuti al suo interno ma non li mostrerà in serp.

Il tag noindex non può essere usato per evitare contenuti duplicati (pagine con url differente ma contenuti indentici), oppure per organizzare bene la struttura di un sito web ( in questo caso è molto meglio gestire i rendirizzamenti con criterio).

Avere troppe pagine o articoli non visitati è  come avere una pianta con tanti rami secchi. Il crawling di Google non scansiona facilmente troppe pagine. Scansionare pagine che non ricevono visite non ha senso per il sito web e non migliora la visibilità online perchè confonde il crawling di Google.

A cosa serve il tag noindex?

Il tag noindex  in una strategia seo serve a posizionare le categorie di un sito web.

Nel caso di un blog di arredamento che ha al suo interno la categoria “interior design” con tantissimi articoli che trattano l’interior design in “n” modalità diverse con parole chiave identiche, succede che le parole chiave ripetute per tante pagine confondono Google che non comprende quale sia la pagina che compete per la parola chiave principale.

Le pagine concorrono fra di loro e il posizionamento così non avviene.  Il principio è una parola chiave per un solo contenuto. Non si può usare la stessa parola chiave per “n” contenuti.

Quando usare gli attributi noindex e follow?

Come si rimedia ad una situazione del genere? Torniamo alla nostra categoria  di “interior design”, se intendo assegnare a quella categoria la parola chiave principale e non diluirla ripetendola per tutti gli articoli sottostanti ( che con la stessa parola chiave ripetuta confondono i motori di ricerca), la soluzione è mostrare la categoria inserendo in tutti i suoi articoli di riferimento il tag noindex e follow ( per saperne di più sulla verticalizzazione dei contenuti dell’articolo ti suggerisco di approfondire l’articolo di Francesco Margherita:  noindex o Robots.txt, e di Kevin Indig sul Blog Semrush: Guide seo pruning Semrush).

Questo procedimento farà in modo di attribuire alla singola categoria il potere degli articoli contenuti al suo interno, e di conseguenza ne migliorerà posizionamento seo e visibilità sui motori di ricerca.